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Arte e integrazione

Abbiamo già parlato di mediazione artistica, cercando di spiegarne la genesi e la sua definizione. Bene, oggi ti parleremo invece di arte e integrazione.

MOH si è posta come obiettivo quello di cercare di risolvere quelli che sono problemi sociali che abitano i nostri tempi, tramite la mediazione che deriva dall’arte.

Mescolando l’arte con la sua funzione sociale, significa anche prendersi una responsabilità etica soprattutto quando la si utilizza in contesti per cosi dire “critici”.

La mediazione artistica infatti, può essere utilizzata per lavorare con target più disparati eludendo eventuali problemi di linguaggio verbale: l’uso del corpo, dei colori, della rappresentazione, modulazione della voce etc sono comprensibili a tutti. L’arte, quindi, come mezzo di integrazione.

Arte e integrazione 3 - mediazione artistica - MOH Bari

Perché usare quindi, la mediazione artistica come strumento di integrazione per migranti, ad esempio?

All’interno della creazione ci rivolgiamo ad altri esseri umani. Contemplare un’opera d’arte è partecipare all’intimità del suo creatore, attraverso l’empatia estetica: in molti casi, infatti, più il processo è intimo, maggiore è la richiesta di capacità. Capacità di essere coinvolti quando siamo parte di un progetto teatrale, musicale o di danza. Essa sta nel conoscersi come parte del gruppo e nel modo in cui l’identità del gruppo si definisce contro l’individualità prevalente della nostra società e della creazione contemporanea.

All’interno di un contesto delicato, come quelli di workshop dedicati all’integrazione di persone provenienti da una cultura diversa da quella dove attualmente vivono, che siano essi migranti o semplicemente in “minoranza”, l’uso del mezzo artistico facilita sia la comunicazione che l’integrazione in quanto lo spazio della creazione permette l’odio e il perdono, la rabbia e il dolore, la comprensione, in breve, della nostra passione.

Arte e integrazione - mediazione artistica - MOH Bari

Abituati ad una società basata sul consumo, dove l’acquisizione implica una soddisfazione immediata, affrontare il dialogo e la comprensione con la materia (pietra, legno, argilla) è riconoscere non solo le regole del gioco, ma la nostra capacità di adeguare il nostro ritmo al ritmo della materia e sapere fin dall’inizio che questo è un gioco in cui non solo l’essere umano fa le regole. Ed è proprio in questo modo, ovvero tornando alla semplicità, all’uso della materia dei colori del corpo, che ci ritroveremo a saper dialogare con persone che pensiamo diverse ma che a quella materia e a quei colori reagiranno allo stesso modo.

Nel prossimo articolo ti parleremo di esempi pratici di mediazione artistica che potrai usare durante i tuoi workshop con migranti (e non solo)!


Fonte: Art of adaptation – Manual of artistic tool for migrants

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