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La connessione tra memoria, apprendimento e percezione dell’arte

L’IMPORTANZA DELLA MEMORIA

“La memoria fornisce il fondamento della nostra comprensione del mondo e del nostro senso d’identità personale”.

Che connessione esiste tra la memoria, l’apprendimento e la nostra percezione dell’arte?

Dal XX secolo in poi si è data molta importanza alla memoria nel processo di apprendimento. Memoria e apprendimento sono essenziali per la percezione visiva e quindi per la nostra risposta all’arte: non solo vediamo un’opera, ma nello stesso momento la associamo ad opere già viste o esperienza già vissute.

La risposta individuale di ognuno di noi alla vista di un’opera d’arte è determinata dalla nostra memoria e dai processi associativi del nostro personale apprendimento. Dal momento che tutti siamo cresciuti in ambienti diversi, siamo stati esposti a diverse combinazioni di stimoli, abbiamo imparato cose diverse, e tendiamo ad esercitare le nostre capacità percettive in modo diverso.

Cosa succede, a livello neuronale?Cervello - Percezione dell'arte

Le associazioni visive avvengono nella corteccia temporale inferiore, una regione del cervello che interagisce con l’ippocampo e che si occupa del richiamo consapevole dei ricordi.

Sapete per quale motivo siamo soliti rispondere in modo molto emotivo alla visione dell’arte?

Perché la corteccia temporale inferiore, non solo comunica con l’ippocampo dove custodiamo i nostri ricordi più belli, ma contemporaneamente comunica anche con l’amigdala, che orchestra le emozioni.

Emozioni, sessualità, aggressività, piacere, paura e dolore sono processi istintivi.

La memoria quindi è importantissima nel processo di codificazione di un’opera d’arte sia a livello cognitivo che emotivo, è infatti in base alle nostre esperienze, ai nostri ricordi, al nostro modo di apprendere (che di per se trascina emozioni e ricordi) che siamo piú o meno colpiti ad un’opera d’arte. È il nostro passato a determinare il nostro presente percettivo.

La memoria diventa anche elemento centrale dell’opera di alcuni artisti, basti pensare a Christian Boltanski, artista contemporaneo di Parigi, che a Bologna a realizzato il Museo per la Memoria di Ustica.

“Da sempre l’opera di Christian Boltanski analizza il concetto di tempo, l’aspetto reliquiale della testimonianza e la sua esposizione attraverso forme installative rigorose e suggestive. Per Boltanski la dimensione evocativa del ricordo impone visioni molteplici e soggettive, ogni narrazione viene abbandonata per divenire solitudine del pensiero individuale, per rimandare all’azione e alla ridefinizione di una realtà che ci vede sempre e costantemente protagonisti e complici.”

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